APOLLO E DAFNA, BERNINI, GALLERIA BORGHESE ⠀
La Galleria Borghese viene considerata come uno dei posti più belli sul Pianta.
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La sua collezione dei capolavori
artistici, raccolte dal cardinale Scipione Borghese all’inizio del Settecento non ha i paragoni.
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Il cardinale era un uomo assai colto, e le opere d’arte dovevano possedere le caratteristiche artistiche molto elevate per essere accolte nella sua collezione.
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La scultura “Apollo e Dafne”, eseguita da Gian Lorenzo Bernini nel 1625 di queste caratteristiche ne aveva moltissime.
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Il bello dio del Sole, Apollo, colpito dalla freccia di Amor, stende la mano per abbracciare il corpo di Dafne, la ninfa del fiume. Il suo cuore è stato anche trafitto dalla freccia di Amor. Questa freccia però, non portava l’amore, bensì l’odio.
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Cosi Amor si vendicava con Apollo per i suoi scherni.
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Dafne rivolge il grido d’aiuto ai suoi genitori, le divinità fluviali. Loro per salvarla, trasformano la ninfa in albero.
Apollo a posto del piacere desiderato riceverà un’amara delusione.
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Ma non è troppo per la casa del cardinale? Questa domanda poteva essere posta solo da un ospite sprovveduto.
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Nell’intreccio dei corpi bellissimi si nasconde un altro significato, assai naturale ed innocente.
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Apollo simboleggia il Sole. Sole ama l’acqua e vuole giocare sulla sua superficie.
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L’acqua, rappresentata da Dafne, ha paura del Sole e vuole sempre nascondersi nella terra.
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Non appena l’acqua inizia a scendere dentro la terra, inizia subito a nutrire le radici delle piante. E loro iniziano a crescere, rivolgendo i propri rami al sole.
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Le lacrime di Apollo, versate dopo la perdita dell’amata, simboleggiano la pioggia, che nutre i fiumi.
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Davanti a noi, non è altro, che il ciclo dell’acqua. Idea scientifica nascosta nella bellezza artistica.

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